Il DONO è ………

 

Ieri notte dopo un’allegra serata passata con gli amici, durante il ritorno a casa, un giovane studente a bordo della propria automobile è stato protagonista di un tragico incidente stradale nel quale purtroppo, nonostante il prodigarsi di soccorritori e medici, ha perso la vita. La famiglia in questa situazione di indescrivibile dolore ed ancora incredula, ha dato il nullaosta affinché gli organi dell’unico figlio, come da sua volontà in vita, siano donati a possibili riceventi in attesa di trapianto.

 

La settimana scorsa Luigi, facente parte degli elenchi dei donatori di midollo osseo, essendo stato contattato urgentemente, ha interrotto la sua attività lavorativa per recarsi immediatamente all’ospedale della nostra città e trovandosi in ottime condizioni di salute, ha dato una grande speranza ad un malato di leucemia.

 

Nei giorni scorsi Sandra, con grande gioia sua personale e dei suoi cari, ha dato alla luce Mattia. Il bimbo del peso di 3,800 chilogrammi , è in buona salute. La neomamma contemporaneamente al verificarsi del lieto evento, ha donato il cordone ombelicale in favore di chiunque possa avere bisogno delle sue preziose cellule staminali.

 

Ieri mattina Mario si è recato alle ore 8,00 presso il centro trasfusionale ed ha fatto la prima donazione di sangue, dopo avere brillantemente superato tutte le visite, analisi e test di idoneità.

 

Sempre ieri, Roberta donatrice di emoderivati dall’anno 1995, ha dato le piastrine per una persona a Lei sconosciuta in grave stato di necessità; la seduta di prelievo è stata programmata precedentemente ed ha avuto la durata di 35 minuti.

 

I nomi e le circostanze dei fatti sopra descritti immaginari ed inventati, sono il risultato di una trasposizione della realtà quotidiana inerente il DONO in campo sanitario, perciò situazioni come queste avvengono realmente nella nostra città e nazione ed i protagonisti sono spesso nostri conoscenti, amici, illustri sconosciuti, oppure nostri cari, o addirittura potremmo essere noi stessi.

Un ipotetico giornale quotidiano, oggi come oggi non da notizie, come da me sinteticamente riassunto; questi fatti non sono, chissà perché, da prima pagina, ma neppure da settima; interessano di più le cose brutte come le guerre, le ruberie e nefandezze varie.

Il DONO è uno di quegli argomenti che non si può condensare in una statistica, o in un fenomeno a carattere medico scientifico.

Se d’ogni tanto fra le notizie di cronaca, comparissero anche articoli improntati al semplice racconto di questi straordinari esempi di senso civico, probabilmente tutta la comunità ne trarrebbe di giovamento. Si parla in effetti dei risultati raggiunti, delle quantità raccolte, delle benemerenze e degli sforzi fatti per convincere nuovi volontari, si tralascia però la descrizione in un contesto di cronaca giornalistica, dei modi e delle circostanze che determinano il DONO.

Sarebbe interessante sapere come quel compianto donatore, avesse raggiunto in vita la determinazione di donare i propri organi; ma senza arrivare a questo, curioso sarebbe dire che Mario dopo avere dato quei 350 c.c. di sangue intero, sia andato in sala ristoro mangiando un panino in compagnia della fidanzata anch’essa donatrice.

Per fare chiarezza, potrei dire che il DONO non è l’elemosina data ad un mendicante, non è quella cosa che essendoci di più viene elargita ad un bisognoso, non è quell’offerta in danaro o materiale di prima necessità messa a disposizione in occasione di fenomeni catastrofici come calamità naturali, anche se, intendetemi bene, servono tantissimo anche questi slanci di generosità.

 

 

Il DONO è disperatamente necessario per chi lo riceve, ma quanti lo mettono a disposizione lo fanno con vero spirito di sacrificio: dando parte di sé.

Cambiano i modi e le circostanze, si dona nel momento più tragico della vita, oppure al contrario all’apice della gioia alla nascita di un figlio, si dona all’improvviso, oppure periodicamente. Non saprei dire quale di tutti questi è il DONO più bello, di sicuro vi posso dire che ognuno di questi gesti è costato moltissimo ed è stato il frutto di approfondita riflessione personale.

Il DONO risolve quindi i problemi estremi e disperati dei malati, ritengo però che valorizzato in modo migliore, potrebbe essere la cura per guarire il nostro povero mondo, sofferente di egoismo, prepotenza e smania di possesso.

La straordinaria normalità del DONO, la testimonianza di chi lo ha ricevuto e l’esempio di chi lo da, sono il modo per ritornare a quel vero spirito di solidarietà che caratterizza le società moralmente più evolute e per questo in grado di superare le più grandi avversità.

 

Marco