Tutto quello che avreste voluto sapere sul sangue... e non avete mai osato chiedere


Sommario

  1. Il sangue: com’è fatto, a che serve.
  2. Di sangue non ce n’è mai abbastanza.
  3. Una donazione responsabile.
  4. Quanto sangue viene prelevato?
  5. Ogni quanto tempo si può donare?
  6. Come si dona il sangue?
  7. Come si svolge la donazione?
  8. Quanto tempo occorre per reintegrare il sangue?
  9. Esiste il rischio di contrarre infezioni donando il sangue?
  10. Chi può donare il sangue?
  11. Chi non può donare sangue?
  12. Donare il sangue. Nessun rischio, tanti vantaggi.
  13. Piccolo dizionario del sangue.
  14. Impiego del sangue e dei suoi derivati.
  15. Che cos’è l’aferesi?
  16. Farmaci che non permettono la donazione: quanto tempo prima sospenderli?
  17. Cure odontoiatriche: rinvii.

E per chi non fosse soddisfatto... altre curiosità!!!

     


Il sangue: com’è fatto, a che serve.

Il sangue è un liquido che rappresenta il 7% del peso del nostro corpo. E’ responsabile delle più importanti funzioni vitali. Si compone di una parte liquida, il plasma, e di minuscoli corpi invisibili ad occhio nudo, ma numerosissimi e attivissimi e instancabili nel purificare e difendere il corpo umano: si tratta dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine. Il sangue, secondo particolari sostanze presenti nei globuli rossi, si differenzia in quattro tipi fondamentali: gruppo A, gruppo B, gruppo AB e gruppo 0 (zero). Conoscere il proprio gruppo sanguigno è molto importante.

Riassumendo: i globuli rossi ossigenano l’organismo, i bianchi ci difendono dalle infezioni e le piastrine sono essenziali per la coagulazione. Insomma, il sangue testimonia lo stato di salute del nostro corpo e ci è indispensabile per vivere.

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Di sangue non ce n’è mai abbastanza.

Servono 40.000 unità di sangue intero per ogni milione di abitanti. In totale, sono necessarie circa 2.300.000 unità di sangue intero e 1.077.000 litri di plasma l’anno perché l’Italia disponga di quanto occorre.

Se ogni persona in grado di donarlo contribuisse anche con una minima quantità di sangue in un anno, tutti i problemi sarebbero risolti.

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Una donazione responsabile.

Le persone che abbiano condotto un regime di vita "a rischio", hanno il dovere morale e civile di astenersi dalla donazione. Per questo, dopo la compilazione del modulo di consenso, il donatore effettua un colloquio riservato con un medico, così da rivelare l’eventuale esistenza di controindicazioni alla donazione e fornire tutti i chiarimenti necessari al potenziale donatore.

Il donatore non è responsabile del corretto uso del sangue donato o delle conseguenze che possono derivare dal suo impiego. Il medico, dopo aver raccolto l’anamnesi, cioè le notizie relative allo stato psicofisico e comportamentale del donatore, valuta l’idoneità alla donazione mediante un esame clinico generale che comprende, fra l’altro, la misurazione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca. Viene anche determinato il valore dell’emoglobina mediante la puntura quasi indolore del polpastrello di un dito, per assicurarsi che la donazione di sangue venga effettuata soltanto da chi dispone di valori di emoglobina pari o superiori ai limiti fissati dalla legge.

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Quanto sangue viene prelevato?

Il volume del prelievo di sangue è stabilito dal D.M. 15/01/1991 (art. 10) ed è uguale a 450 millilitri più o meno il 10%. Tale quantitativo è stato determinato in modo da garantire contemporaneamente sia un'adeguata preparazione degli emocomponenti (concentrati di globuli rossi, piastrine, unità di plasma), sia l’assenza di complicanze per il donatore.

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Ogni quanto tempo si può donare?

La frequenza annua delle donazioni è ugualmente prevista dal medesimo D.M. 15/01/1991 (art. 11) e può essere di quattro volte l’anno con intervalli minimi di tre mesi fra una donazione e l’altra. Scende a due volte soltanto per la donna in età fertile.

Ogni anno 100.000 persone continuano a vivere grazie alla possibilità di effettuare trasfusioni di sangue.

Ma diventare donatore significa anche compiere una buona azione verso se stessi: i controlli clinici ai quali i donatori vengono periodicamente sottoposti e le analisi effettuate in occasione di ciascuna donazione aumentano sensibilmente la probabilità di diagnosi precoce, in caso di malattia.

La donazione di sangue è un atto volontario e gratuito.

La raccolta e la distribuzione del sangue sono di competenza dei centri trasfusionali.

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Come si dona il sangue?

Un medico (o un infermiere professionale sotto la responsabilità del medico) effettua il prelievo dal donatore che nel frattempo è stato fatto distendere su un'apposita poltrona-lettino. Viene apposto un laccio emostatico su un braccio e viene inserito l’ago in una vena, previa accurata disinfezione della cute; il sangue defluisce spontaneamente sino a riempire una sacca di raccolta in cui sono già contenuti un liquido anticoagulante e altre sostanze utili alla conservazione ottimale del sangue. Prima che l’ago venga estratto, vengono riempite alcune provette per l’esecuzione degli esami previsti dalla legge. Al termine della donazione, il donatore viene invitato a rimanere disteso per qualche minuto; quindi viene invitato a consumare una leggera colazione.

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Come si svolge la donazione?

Prima della donazione, è consentita l’assunzione di tè, caffè, latte, succhi di frutta, a meno che non sia previsto, in occasione della donazione, anche il prelievo di campioni di sangue per le analisi di controllo dello stato di salute del donatore: in questo caso occorre il digiuno.

Il donatore viene invitato a leggere attentamente e a compilare un modulo informativo di consenso che verrà da lui firmato al momento del colloquio con il medico.

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Quanto tempo occorre per reintegrare il sangue?

La quota liquida del sangue viene ricostituita nell’arco di poche ore, grazie a meccanismi fisiologici di recupero che tendono a richiamare liquidi nel letto vascolare; la quota corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) viene ricostituita in tempi variabili secondo l’elemento cellulare considerato, ma, in ogni modo, sempre in pochi giorni.

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Esiste il rischio di contrarre infezioni donando il sangue?

Assolutamente no, poiché il materiale impiegato per la donazione è totalmente sterile e viene usato una sola volta.

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Chi può donare il sangue?

Ogni individuo sano, di età compresa fra i 18 e i 65 anni, di peso corporeo non inferiore a kg. 55. Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge:

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Chi non può donare sangue?

La donazione di sangue può essere "occasionale" o "periodica". Il donatore si definisce periodico quando si reca per più di due volte presso una struttura trasfusionale per rinnovare l’atto della donazione. L’obiettivo di tutti i centri trasfusionali è, attualmente, quello di arrivare ad avere la maggior quota possibile di donatori periodici che sono, come si può intuire, più sicuri per il ricevente; infatti, la più lunga osservazione del soggetto da parte dei medici del servizio trasfusionale rende più attendibili anche gli esiti dei controlli clinici e di laboratorio.

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Donare il sangue. Nessun rischio, tanti vantaggi.

Come già specificato, i controlli sui donatori sono molto accurati, al fine di evitare prelievi a persone che non sono nelle migliori condizioni fisiche. La quantità di sangue che viene prelevata è molto limitata e viene ricostituita in pochi giorni all’organismo. Inoltre, diventare un donatore periodico, cioè sottoporsi a prelievo almeno un paio di volte l’anno, offre molti vantaggi, perché il donatore e il suo sangue vengono frequentemente controllati, offrendo l’opportunità di cogliere molte malattie al loro insorgere. Aumentare il numero dei donatori periodici è l’unico sistema per evitare la speculazione o il rischio di contagio.

L’unico modo per ottenere sangue, emoderivati (medicine salvavita realizzate col sangue) e trasfusioni sicure, è quello di raccoglierlo qui, nel nostro Paese, nel rispetto della legge e della sicurezza, affidandosi alle associazioni di volontariato riconosciute e sostenute dal Ministero della Sanità, cancellando così sia la donazione occasionale (di per sé fonte di più alto rischio infettivo) sia la dipendenza dall’importazione che, tuttora, si mantiene per una quota rilevante del plasma occorrente.

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Piccolo dizionario del sangue.

Sangue: tessuto liquido del nostro organismo, circolante all’interno dei casi sanguigni, che rappresenta il 7-8% del peso corporeo. Risulta costituito da plasma e da cellule (globuli rossi, globuli bianchi, piastrine).

Plasma: componente liquida del sangue (circa il 55-60% del totale) costituito da acqua (94-95%) in cui sono sciolti grassi, zuccheri, proteine, fattori della coagulazione, anticorpi, ormoni, vitamine…

Globuli rossi: sono detti anche emazie o eritocriti; rappresentano le cellule più numerose del sangue (circa 4-5.000.000 per millimetro cubo) e tramite l’emoglobina trasportano in tutto l’organismo l’ossigeno e consentono l’eliminazione dell’anidride carbonica con la respirazione.

Globuli bianchi: sono detti anche leucociti (circa 5.000 per millimetro cubo), distinguibili in granulociti (neutrofili, basofili, eosinofili), menociti e linfociti; intervengono in diversi modi nella difesa del nostro organismo da aggressioni esterne (virus, batteri, funghi, neoplasie…).

Piastrine: sono dette anche trombociti (circa 150-400.000 per millimetro cubo); intervengono in collaborazione con i fattori plasmatici nei meccanismi della coagulazione.

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Impiego del sangue e dei suoi derivati.

Sangue intero: serve in rare condizioni (emorragie massive).

Concentrato di globuli rossi: anemia di varia natura (nelle leucemie, postemorragia, di accompagnamento a neoplasie, nella talassemia…), essendo utili per la loro capacità di trasporto dell’ossigeno quando questa funzione è gravemente compromessa proprio per la riduzione del patrimonio emoglobinico del malato.

Concentrato di piastrine: nelle gravi alterazioni quantitative (notevole riduzione del numero) o qualitative di queste cellule, in presenza di emorragia.

Plasma ad uso clinico: nelle gravi alterazioni della coagulazione, in presenza o con grave rischio di emorragia non correggibile con l’uso dei concentrati di fattori plasmatici ottenuti dalla lavorazione industriale del plasma.

Albumina: utile per elevare la pressione oncotica nel caso di edemi diffusi o di grave diminuzione della pressione arteriosa. Viene ottenuta dalla lavorazione industriale del plasma.

Immunoglobuline non specifiche: anche questi prodotti derivano dalla lavorazione industriale del plasma. Si usano per contrastare le infezioni gravi.

Fattori specifici della coagulazione: ancora una serie di prodotti salvavita che provengono dalla lavorazione industriale del plasma. Sono indispensabili per la cura delle emorragie che accompagnano la loro carenza o assenza congenita, come nelle emofilie.

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Che cos’è l’aferesi?

L’aferesi è una tecnica particolare di prelievo con la quale è possibile sottrarre uno o più emocomponenti, restituendo al soggetto trattato la quota del sangue che non si intende trattenere. In particolare, restituendo i globuli rossi, possono essere sottratte quantità assai elevate degli altri componenti del sangue, anche ripetutamente e in tempi ravvicinati, poiché l’organismo recupera con grande rapidità le perdite di plasma e di piastrine.

Per eseguire l’aferesi, occorrono speciali attrezzature: i "separatori cellulari" cui il donatore viene collegato, in circolazione extracorporea.

I limiti di età (18 – 65 anni), il peso corporeo minimo (kg. 55), il tipo di esami da effettuare, l’intervallo di tempo tra una aferesi e l’altra (90 giorni), sono gli stessi necessari per effettuare donazioni di sangue intero.

I donatori che hanno valori al limite della norma per emoglobina o sideremia e che quindi non sono idonei alla donazione di sangue intero, potrebbero effettuare donazioni in aferesi.

In Italia, in particolare, occorre sviluppare la plasmaferesi, la donazione del solo plasma, da cui trarre le sue diverse frazioni (albumina, gamma globulina, fattori della coagulazione), che costituiscono farmaci "salvavita" per moltissimi malati.

Oggi il plasma italiano soddisfa soltanto una parte modesta delle necessità: il resto viene importato dai paesi che già da molti anni praticano la plasmaferesi su larga scala con pieno successo e senza alcun rischio per i donatori.

La procedura ha una durata di circa 45 minuti.

La piastrinoaferesi prevede la donazione delle sole piastrine e spesso viene richiesta con urgenza; i disagi per il donatore sono certo superiori, ma anche questo modo di donare è del tutto ben tollerato e quasi sempre dal suo buon esito dipende in modo diretto la vita di un malato, già in attesa di questo soccorso, che è l’unico possibile.

Nel caso della piastrinoaferesi, la procedura è di circa 75 – 90 minuti.

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Farmaci

Rinvio per un periodo variabile di tempo secondo il principio attivo dei medicinali, la farmacocinetica e la malattia oggetto di cura

Antiaritmici Valutazione del medico selezionatore
Antibiotici Rinvio temporaneo 15 giorni dal termine della terapia
Antinfiammatori Rinvio temporaneo 7 giorni dal termine della terapia in caso di donazione piastrinica
Antipertensivi Valutazione del medico selezionatore con particolare attenzione all'assunzione di ß bloccanti e ACE inibitori
ACE inibitori Rinvio permanente all'aferesi
Cortisonici Rinvio temporaneo 15 giorni dal termine della terapia se per via sistemica
Etretinato (neotigason) Rinvio permanente
Finasteride (prostide)

Isotretinoina (roaccutan)

Rinvio temporaneo 1 mese dall'ultima somministrazione
Psicofarmaci (esclusi ansiolitici) Rinvio permanente

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Cure odontoiatriche

Cure di minore entità da parte del dentista o dell'odontoigenista Rinvio temporaneo 48 ore
Estrazione, devitalizzazione, interventi analoghi Rinvio temporaneo 1 settimana
Implantologia e interventi analoghi Rinvio temporaneo 4 mesi

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